Elezioni e Freedom Lines in Egitto, secondo atto di una rivoluzione nata sui social media

Oggi ho passato in rassegna –ovviamente online- alcuni quotidiani nazionali alla ricerca di qualche notizia su quello che sta avvenendo in Egitto negli ultimi giorni. Ovviamente non ho trovato nulla: d’altronde che senso ha parlare di quello che avviene al di là delle sponde del Mediterraneo se non ci sono morti o stragi di qualche tipo? Peccato che nel paese dei faraoni stia avendo luogo una vera e propria rivoluzione. Il 28 e il 29 novembre verranno ricordati nella storia come i giorni delle prime elezioni libere da sempre dell’Egitto.

Google dedica un doodle alle elezioni in Egitto. 28 Nov 2011

Milioni di persone – i primi dati parlano del 75% se non addirittura del 100% degli aventi diritto – sono scesi ordinatamente nelle strade del paese e altrettanto ordinatamente si sono messi in fila in attesa di votare. Un’attesa di ore ed ore visto che le file si snodavano anche per due tre chilometri. Gli egiziani le hanno soprannominate “Freedom Lines”.
Il tutto, secondo quanto riporta Sahar El-Nadi sul blog egiziano di Ahmed Rehab, in un clima di grande euforia ed entusiasmo.

Si stima che l’80% di chi è andato a votare in questi giorni, contro il boicottaggio lanciato da alcuni attivisti di Piazza Tahrir o gli eventi drammatici della scorsa settimana e degli ultimi mesi, lo ha fatto per la prima volta nella sua vita.

“Ho 56 anni e non sono mai andato a votare prima di oggi”, ha detto Ahmed Moustafa di Heliopolis.
“In passato sapevo che il mio voto sarebbe stato inutile. Oggi no, oggi è diverso. Sento veramente che questo è il mio paese. E’ una sensazione straordinaria”.


Video ripreso da Sahar El-Nadi durante le votazioni in Egitto

Nove le province finora coinvolte nelle elezioni dei 508 membri della People’s Assembly, tra cui Il Cairo, Alessandria, Port Said e Assiut. Le restanti 18 dovranno aspettare il 14 dicembre e il 3 gennaio per essere chiamate in causa. Per le elezioni della Camera superiore del Parlamento, la Shura Council, e quelle presidenziali bisognerà, invece, attendere marzo e giugno prossimi.

Grandi protagoniste di questa tornata elettorale sono state le numerosissime e coloratissime donne che hanno affollato le strade delle città in attesa di esprimere le proprie preferenze elettorali. Sebbene il numero delle attiviste politiche sia a dir poco ristretto, ciò non significa che le donne egiziane non abbiano una forte cognizione politica o della realtà. Al contrario. Come racconta Rehab, che ha passato gli ultimi giorni a intervistarle, esse avevano idee molto chiare su chi votare e perché. Che fossero i Fratelli Musulmani o giovani rivoluzionari di piazza Tahrir, poco importa.

Ciò che più colpisce, però, è stato il “Queue Culture”: un’atmosfera incredibilmente “social” che si è venuta a creare proprio nelle lunghe fila di donne in attesa di votare. Non solo queste hanno automaticamente creato un sistema di informazione e passa parola per cui chi era in testa alla fila trasmetteva aggiornamenti sullo stato del processo elettorale a chi era dietro. Una volta votato, molte non tornavano a casa, bensì rimanevano per assistere quelle ancora in attesa, prendendo ordinazioni e andando nei negozi vicini a comprare schede telefoniche, snack e acqua. E mentre le più giovani, smartphone alla mano, andavano su Twitter e Facebook per inviare e ricevere aggiornamenti, le più anziane chiacchieravano al telefono con loro amiche in attesa di votare in altri distretti.

Comunque vadano queste elezioni, un pensiero accomuna molti, uomini e donne, in questi giorni: “Thanks to Tahrir for this dream come true”. Senza Piazza Tahrir, senza le rivolte, i morti, l’orgoglio e la voglia di libertà, milioni di persone oggi non sarebbero potute andare a votare senza temere alcuna forma di intimidazione dal governo o falsificazioni da burocarti corrotti.
Quindi, anche a nome di chi questa rivoluzione l’ha seguita attraverso il coraggio di Blogger come Sahar El-Nadi, Ahmed Rehab e Wael Abbas : “thanks Tahrir Square”!

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4 thoughts on “Elezioni e Freedom Lines in Egitto, secondo atto di una rivoluzione nata sui social media

  1. […] peaceful revolutions impossible, make violent revolutions inevitable” JFK Aggiornamento: Freedom lines, elezioni libere in Egitto  Rate this: Share it:Like this:LikeBe the first to like this post. Contrassegnato da tag copti, […]

  2. Sahar El-Nadi scrive:

    Hi there,
    you actually quoted my report of the events as a guest blogger on Rehab’s site, you can see my picture and my name on the page, I’m a woman not a man and I’m the one who have been voting in Egypt and shooting the videos, while Ahmed in Chicago kindly offered me the space on his blog to tell the story, kindly credit me in the piece above. Thank you🙂

    Sahar El-Nadi
    Egyptian writer & public speaker

    • Duderinaldi scrive:

      Of course, I would be honored to mention you and even give you the chance to share your thoughts and give us your perspective of what happened in the last year in Egypt…. Would it be ok for you to be interviewed?

  3. […] giorno in cui il vento di cambiamento “democratico” ha investito la Siria, al pari di Tunisia, Egitto e Libia. E le rivolte sono scoppiate con lo stesso gesto assurdo, ma forse ora più comprensibile, […]

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